
Ci sono settimane in cui mi sento una professionista affermata.
E poi ci sono settimane in cui mi sento una pallina da flipper. Questa, invece, è stata decisamente una settimana da flipper.
Mille riunioni. Forse non mille, ma abbastanza da farmi sospettare che qualcuno abbia scoperto una falla nel sistema spazio-temporale e stia organizzando meeting in serie per occupare ogni minuto disponibile della giornata.
Territori diversi, persone diverse, problemi diversi.
Tra Soluzioni Concrete e Destino dell’Universo.
Le uniche cose costanti sono state il caldo e la mia agenda, che ormai sembrava il tabellone delle partenze di un aeroporto internazionale.
La parte curiosa è che, nonostante tutto, molte cose hanno funzionato. Alcuni incontri sono stati concreti, utili, persino produttivi. Quelle rare occasioni in cui si entra in una riunione con un problema e si esce con una soluzione. Eventi che gli studiosi collocano tra una riunione che finisce in anticipo e un progetto consegnato senza richieste di modifica.
Poi ci sono stati gli altri incontri. Quelli dedicati ai massimi sistemi cosmici. Argomenti così elevati che a un certo punto non capivo più se si stesse parlando di un progetto operativo o del destino dell’universo conosciuto. Persone che riescono a discutere per quaranta minuti sulla definizione della definizione di un concetto che servirà forse, un giorno, a definire qualcosa che potrebbe avere una lontana utilità.
Io, nel frattempo, continuavo a chiedermi chi dovesse fare cosa e possibilmente entro quale secolo. La mia penna, nel dubbio, prendeva appunti compulsivamente. Non so se per supportarmi o per preparare la documentazione necessaria alla mia fuga.
Il tutto accompagnato da temperature che avrebbero reso felice un’iguana ma non necessariamente un essere umano dotato di agenda piena e pazienza limitata.
Le Persone che Ti Salvano la Giornata. E le Altre.
E naturalmente dalle persone.
Quelle leggere, che mi fanno sorridere anche quando sono alla quinta call della giornata.
Quelle brillanti, che in dieci minuti risolvono problemi su cui altri costruirebbero un ciclo di incontri trimestrali.
E poi quelle più impegnative. Quelle che riescono a trasformare una domanda semplice in un percorso spirituale. Quelle che quando parlano mi fanno rimpiangere il silenzio. Quelle che, dopo avermi prosciugato le energie, trovano ancora la forza di dirmi: “Ti rubo solo altri due minuti.” I due minuti più lunghi della storia occidentale.
Il Progetto che Non Compare nel Piano Strategico.
Così arrivo a sera. Torno a casa stanca. Anzi, stanca è una parola elegante.
Sfinita.
Con quella sensazione per cui non so se sedermi sul divano, mangiare qualcosa o fissare il vuoto per un tempo indefinito.
E inevitabilmente arriva il pensiero.
Quel progetto.
Quello che ogni tanto riaffiora nei momenti di maggiore lucidità o di maggiore disperazione, a seconda delle giornate.
Aprire un chiosco su un’isola dove il Wi-Fi prende male.
Allevare capre e rispondere alle email con un belato registrato.
Vendere granite ai Caraibi senza sapere nemmeno fare le granite.
Creare un rifugio per ex dipendenti sopravvissuti alle riunioni inutili.
Non importa quale sia.
Ognuno ha il suo.
È quella piccola via di fuga mentale che compare puntualmente dopo la quinta riunione inutile della giornata e raggiunge il suo apice quando qualcuno mi propone una riunione per decidere quando fissare la prossima riunione.
Per qualche minuto sembra persino un piano industriale credibile.
Poi ci penso. Ripasso mentalmente le cose concluse. I problemi risolti. Le persone aiutate. Le risate fatte nei corridoi, nelle call e tra una riunione e l’altra.
E alla fine, nonostante tutto, resta quella strana sensazione.
Sono stanca.
Molto stanca.
Ma anche soddisfatta.
Che probabilmente è il motivo per cui lunedì ricomincerò da capo.
Anche se ogni settimana dedico comunque qualche minuto a perfezionare il mio piano di fuga.
Non perché voglia andarmene.
Ma perché dopo certe riunioni è importante sapere di avere delle opzioni.
Io il piano di fuga ce l’ho. Cambia ogni settimana, ma ce l’ho. E il vostro qual è?